
Sono tornata da qualche giorno e devo ancora metabolizzare ogni singola pietra altomedievale, ogni sentiero soleggiato, ogni bicchiere di porto gustato alla Ribeira al tramonto, ogni caloria ingurgitata alla Pasteis de Belém e quella strana sensazione di vedermi sbucare un cavaliere templare da un chiostro.
Abbiamo macinato chilometri acciottolati mano nella mano, scalato avvallamenti rocciosi aspettando una torre all’orizzonte e tagliato il Portogallo in macchina fumando sigari e dando i nomi alle cose.
Ho apprezzato tutto di questi dieci giorni, anche le frasi inaspettate e le consapevolezze giunte tardi, al contrario di quanto si possa credere stranamente sono grata per quel discorso duro e chiarificatore, perchè mi sta aiutando a ricordarmi quello che conta, a valorizzare le poche cose a cui tengo, nonostante me.
(Per le foto considerate che oggi sono riuscita a postare quelle di Budapest dopo due mesi e sì, sempre qui)
4 Commenti
bentornata Madle cara, bentornata.
🙂
Amica, ho appena visto le foto ungheresi del NY Palace *__*
E non solo: la foto del ponte al tramonto e’ semplicemente stupenda, cosi’ come il panorama della citta’ dopo la pioggia.
Non vedo l’ora di andare a Budapest, mi sa che la adorero’!
Ma tornando al Portogallo: in Alentejo siete passati?
@lasis: grazie tesoro (ma in realtà non sono tornata, sono ancora intrappolata in un trip mentale)
@amicabai: vai, sono convinta che l’adorerai
e sì ovvio, siamo passati in Alentejo attraversando 100 km di splendidi campi (tanto mica guidavo io!)
..non serve tornare per essere presenti.
(che poesia, senti qui che poesia nella mie parole..adesso svengo per la mia stessa profondità)
🙂