Noli me tangere


Da una settimana io e mio padre andiamo a passeggiare lungo il lago. Un appuntamento privato fatto di solchi sulla strada e un fiume di parole che sono più che altro pacche sulla spalla: noi ne abbiamo bisogno, sembra terapeutico, ho rinunciato ad appuntamenti e lezioni per le nostre private sedute di sostegno e forse questo è il mio problema. La mia esistenza mi ha riservato una sequela di violenti colpi in faccia sì, ma ho sempre avuto affianco qualcuno che mi consolasse con salutari pacche sulla spalla ed è per questo probabilmente che trovo inaccettabile il contrario; ho delimitato il territorio del mio mondo intimo, degli affetti e delle piccole segretezze, che mi rimane impossibile lasciare entrare chi non sa o non vuole conoscerne la nomenclatura.
Dal momento in cui ho pagato a caro prezzo la strategia della difesa come miglior attacco, ho iniziato con l’esclusione e l’autoreclusione che di per sè è ancor più nociva, ma spesso è anche l’atteggiamento degli altri a determinare il nostro, solo che sono stremata dalla scannerizzazione dei miei errori e da quelle che erroneamente -lo ammetto- chiamo contingenze.
Non sono gli altri a non dovermi toccare -sarei un’ingenua anche solo a pensare che questo possa essere possibile- ma io che devo imparare a non lasciarmi scalfire.

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18 Commenti

  1. Pubblicato il 4 novembre 2009 alle 11:32 | Permalink

    prendere padellate in faccia fa male, d’accordo, però contare su dii un abbraccio paterno e soprattutto sulla sua disponibilità all’ascolto ed ai consigli non ha prezzo Darlin’!!!!!
    E per tutto il resto un bel secchio di …..Mastigrancazzi!!!

  2. Pubblicato il 5 novembre 2009 alle 11:31 | Permalink

    Che fai ti lasci contagiare dalla mia filosofia dello sticazzismo?
    Sì G. è una vita che dico sti cazzi e considero gli altri delle contingenze, escluse le selezionate persone del mio cerchio dell’ammmore gli altri non sono che imprevisti del cammino e forse è proprio quest’atteggiamento ad incasinarmi. Quando affermo di essere snob intendo esattamente l’accezione ampia e originale non quella patinata (e non me ne vanto)

  3. Pubblicato il 5 novembre 2009 alle 11:36 | Permalink

    Devi bere senza sensi di colpa alla fonte limpida dei tuoi affetti e gli altri che rimangano nella propria palude, non si tratta di snobbismo ma a volte solo di tutelare la propria salute mentale.
    Chi ti vuole bene capirà.

  4. Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 03:13 | Permalink

    se sono ancora qui è perché sbagli sempre tutto che poi è il mio giusto che poi ne riparliamo e ridiventa sbagliato che poi sei pazza. ismoke idrink idrug ilove! scherzo scema…izap!

    inaccettabile è bellissimo!

  5. Pubblicato il 10 novembre 2009 alle 12:18 | Permalink

    zap ma dove cazzo stavi?!
    non fomentarmi a perseverare nello snobismo autoreclusorio altrimenti gli altri inizieranno a  trovare inaccettabile me (e purtoppo pare si debba vivere in comunità, in famiglia e tu non hai idea di quanto detesti questa cosa)
    si potrebbe creare una comunità antropica su un’isola deterta che mi veda unica a legiferare: te lo vedi Lost?

  6. Pubblicato il 15 novembre 2009 alle 18:32 | Permalink

    Amica non c’entra niente con il post… ma ci sei riuscita ad accaparrarti qualcosa di Jimmy?!?
    Io quando sono arrivata (alle 15.00) ho trovato solo una decina di quegli orridi polacchini pitonati e borchiati e un paio di braccialetti di pelle altrettanto osceni… però ci sono delle cose che non mi quadrano: tipo… era tutto finito, ma nel negozio non c’era neppure uno scaffale vuoto o una stampellina che penzolasse giù sguarnita… tutti gli scaffali e le stampelle erano ben stipati di roba H&M non Jimmy Choo.
    Insomma tutta la roba limited edition che si suppone abbiano venduto dove cacchio stava?!?

  7. Pubblicato il 15 novembre 2009 alle 20:41 | Permalink

    amica io ho riflettuto e ci ho rinunciato.
    Seriamente, quella roba mi piaceva solo per l’etichetta: la metà era roba da shampiste, l’altra verteva dal borchiato allo zebrato; come se non bastasse, la qualità era quella di un low coast, ma non i prezzi (che per un H/M quelle cifre sono roboanti) non sono disposta a distruggermi i piedi con roba dozzinale solo perchè Jimmy ci ha attaccato una pecetta.
    Ammetto che i sandali in suede avevano il loro fascino che ben si sarebbe sposato con i miei momenti "alchoolic-aggressive", ma non ce la faccio ad indossarli in inverno, per quanto sarebbe chic, non ce la faccio.
    La collezione era misera, constava in pochissimi (e discutibili) capi di abbigliamento, i sandali che tutti conosciamo, lo stivalone da passeggiatrice e le due ballerine, il resto era bigiotteria che non ho nemmeno guardato e le bag che avevano il loro perchè, ma anche un prezzo da rivedere; ora non so in quale store sei andata tu, a Roma era presente solo in due punti vendita e forse quello del centro è stato preso d’assalto (o le commesse hanno fatto incetta)
    Alla fine, niente shopping a Roma?

  8. Pubblicato il 16 novembre 2009 alle 17:59 | Permalink

    Amica sono assolutamente d’accordo con te!
    Anche io volevo quei benedetti sandali solo per la pecetta che c’era appiccicata sopra (che poi tra l’altro dopo la delusione da H&M sono andata a dare una sbirciatina al negozio di Jimmy in via Condotti e devo dire che erano veramente troppo aggressivi anche quei sandali lì!).
    Tra l’altro sono venuta a Roma completamente impreparata: non sapevo neppure che ci fossero delle regole per accedere alla vendita!
    Comunque pazienza: 100 euro risparmiati e messi da parte per qualcosa che valga di più la pena!
    Il resto dello shopping è andato in parte molto bene, in parte decisamente male: alla Peekaboo ho dovuto rinunciare ma non perché non mi piacesse (era commovente, tanto era bella) ma perché i commessi sono delle vere capre… ci ho scritto un post di sfogo molto dettagliato :-P
    Quindi alla fine ho preso la Speedy e devo dire che sono contenta perché è davvero bella, è molto più capiente di quello che pensassi ed il colore è stupendo e molto abbinabile.

  9. Pubblicato il 17 novembre 2009 alle 20:34 | Permalink

    io mi sento molto john locke anche se poco sopporto destini predestinati e finestre spazio-temporali  bla bla bla

    vedo che stai sempre peggio io invece sto da dio!!

  10. Pubblicato il 18 novembre 2009 alle 00:28 | Permalink

    zaaaap non dire cazzate che stai di merda come al solito, altrimenti ti annoieresti come pochi.
    Io mi farei Sayid, ma J.L. è uno dei miei preferiti; essere convinti che esistano  destini predestinati è solo la conseguenza di un atteggiamento patologicamente egocentrico, ergo ci credo.

    @amicabai: ho letto il tuo post e la cosa mi ha sconcertata non poco, comunque tra le due la speedy 30 nera era quella che mi intrigava di più e ovviamente aspetto le foto su flickr (e ovviamente sto a rosica’)

  11. Pubblicato il 19 novembre 2009 alle 23:32 | Permalink

    Ma è ricominciato Lost?!?!
    O mio dio!!!
    Com’è che non me ne sono accorta?!?
    (A proposito… anche io sbavo sempre su Sayid!!!)

    Le foto della borsa le ho messe ieri sera sul blog.
    Ma è viola scuro, non nera… quando deliravo a propostio di una nuova borsa nera mi riferivo alla sostituta della Peekaboo nella mia wish list, ovvero la Muse di YSL 
    Mi sono resa conto che le borse sono come le ciliegie… più ne compri e più ne vorresti

  12. Pubblicato il 20 novembre 2009 alle 16:12 | Permalink

    no no sono io che sono tuffata nella visione della terza serie, essendo digiuna di Lost e avendo per fidanzato un invasato cronico riguardo la serie, ho deciso di salvare l’amore coniugale facendomi una cultura, ma ora sono una tossicodipendente e vedo misteri e complotti ovunque.
    Riguardo la speedy devo dirti che il colore che hai scelto è ancor migliore del nero che supponevo e che l’avrebbe resa un po’ troppo anonima; in compenso ho notato che hai sfornato le marmellate e le erbe aromatiche e ecco ora ne ho voglia
    (te mi porti sulla cattiva strada si sappia)

  13. Pubblicato il 22 novembre 2009 alle 13:06 | Permalink

    Anche io sono una malata cronica di Lost quindi appoggio in pieno Pollock  che tenta di contagiarti

  14. Pubblicato il 5 dicembre 2009 alle 18:48 | Permalink

    Amica ti ho lasciato un premio sul mio blog.
    Ho come un vago ricordo che te queste "catene di Sant’Antonio" non le puoi soffrire… però a chi lo potevo assegnare se non alla mia "sorella mancata"?!?
    Baci :-*

  15. Pubblicato il 13 dicembre 2009 alle 21:05 | Permalink

    Brava.
    Sarebbe bello. Ma penso sia questione di carattere farsi scalfire o meno. Credo che alla bell’e meglio si possa imparare a non farsi scalfire da proprio tutto e saper girare alla larga da quello che può far male. Poi le shegge impazzite che ti fanno BAM! sulla faccia ci sono sempre. Ma limitare i danni nella vita è già qualcosa. Il 90% dei problemi ce li creiamo da soli, solo che senza non sappiamo come fare, anche se nei fatti diciamo tutto il contrario.
    Una mia amica mi disse una volta "quando l’uomo non ha più predatori diventa predatore di se stesso" Mi si è aperto un mondo.

  16. Pubblicato il 20 dicembre 2009 alle 22:09 | Permalink

    o semplicemente potresti imparare ad avere il coraggio di toccare chi vuoi e, di conseguenza, lasciare che gli stessi ti tocchino.
    è il gioco della qualità che prevale sulla quantità.
    ci vuole naso, e pure carichi di esperienza e follia.

  17. Pubblicato il 22 dicembre 2009 alle 14:34 | Permalink

     @amicabai: ricordi bene, ma dalla mia virtual sister accetto tutto di buon grado :*

    @nat: finalmente sono tornati i tuoi consigli: mi eri mancata pazzoide!
    E’ vero, più mi lascio imparanoiare da queste cose, più penso che senza il loro pensiero costante non sarei più io e per questo mi detesto come al solito

    @amelie: amica d’insonnia e di tutto (ah anche te mi sei mancata) hai colpito nel segno: la qualità dei rapporti. Devo imparare a setacciare, a selezionare le persone contingenti (che quindi non devono avere il potere di ferirmi) da quelle "necessarie" e nelle ultime settimane forse, ma forse, ho capito qualcosina in più.
    (che la de bouvoire mi perdoni per le citazioni)

  18. Pubblicato il 24 dicembre 2009 alle 17:39 | Permalink

    Buon Natale Amica!!!
    Un abbraccio.

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