Hitleriana nei sentimenti

Sto vagliando l’ipotesi di andare per qualche giorno in un posto in cui non c’è nè telefono nè wirless, la cui unica compagnia sarà solo la carta dei miei libri e del mio diario; sì perchè sembro tanto poco prolifica, ma mai come in questo periodo sto affidando i miei pensieri alla scrittura (perchè la carta è più paziente degli uomini) e non perchè tema qualche bizzarra forma di ripercussione nell’esprimermi qui, non ho mai avuto problemi di sovraesposizione e nemmeno me li pongo.
La verità è che sono avida e profondamente gelosa della mia persona, ligia a regole autoimposte che non ammettono fallimenti e il mio essere è fallibile per sua natura: so che è una semplice essenziale regola di vita, ma è sostanzialmente il public enemy n°1 di Mademoiselle e finchè non vi scenderò a patti definitivamente, non diventerò mai adulta.
Poi – sì pare assurdo – detesto gli eccessi di comunicazione (anche lo slippettone maschile al mare ne è ascrivibile) e ogni volta che formulo un pensiero, in questi giorni, una qualche distorta entità mi censura, si imbarazza, si chiede subitaneamente "E sti cazzi?" e corro al diario, quello che ormai tutti considerano il mio vezzo.
Non voglio che questo posto diventi lo screen dei mie referti medici, un illusorio "piangitoio" o, peggio, lo specchio deformante della mia persona e in questo momento non saprei apporre filtri: ho bisogno di realtà, non sono in grado di dissimulare, o meglio, di trasformare quel che sento e non sopporterei di esporre confusamente al mondo tanta intimità con cui devo dialogare.
Quando avrò finito questo discorsetto con le varie allucinate personalità che albergano, sarò pronta..magari è solo una paturnia. 


 "Questo diario è il mio kief, il mio hashish, la mia pipa d’oppio. E’ la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni."
                                                                                  A. N.

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13 Commenti

  1. Pubblicato il 6 giugno 2009 alle 00:21 | Permalink

    anais…..amola

  2. Pubblicato il 9 giugno 2009 alle 00:27 | Permalink

    cos’è un annuncio di ritiro spirituale?

  3. Pubblicato il 9 giugno 2009 alle 17:45 | Permalink

    ..passerotto non andare viaaaaa……….

  4. Pubblicato il 9 giugno 2009 alle 22:57 | Permalink

    questo post fa paura per quanto è vero

    tanto lo so che sei a formentera che tra l’altro [io ci sono stato - e dove non sono stato?] è più spersonalizzante di splinder!

    ah io non sottovaluterei la sovraesposizione

    solare eh!!

  5. Pubblicato il 10 giugno 2009 alle 08:44 | Permalink

    noto che, a parte le pippe mentaLI (che non fanno mai male), ti sei ripresa dai tuoi “calcoli sbagliati”, a me è ripresa l’insonnia, mi sento di nuovo tua amica di nevrosi.

    ho scoperto che l’unica soluzione è lavorare quattordici ore al giorno e arrivare tramortita sbavando sul cuscino. Ho deciso che va molto meglio l’insonnia.

  6. Pubblicato il 11 giugno 2009 alle 19:55 | Permalink

    Ma sì, c’hai i cazzi i tuoi a cui pensare e che non hai voglia di mettere sul blog.

    E’ normale e sano.

    Io li scrivo e poi li cancello, perchè sono babba.

    Spero la matassa si dipani presto che poi ci manchi :)

    Buon viaggio!!

  7. Pubblicato il 11 giugno 2009 alle 23:15 | Permalink

    I diari sono una cosa meravigliosa.

    Io ho scritto diari per tutta l’infanzia e l’adolescenza, ne ho due enormi scatole piene ed ogni tanto mi piace tornare a sfogliarli di nuovo… per perdermi nei ricordi.

    Scrivere un diario è un po’ come fare una seduta di psicoanalisi, serve a riordinare i pensieri, a farsi forza, a perseverare nei propri obiettivi o a liberarsene.

    E naturalmente a curare le paturnie.

    Un abbraccio carissima.

    P.S.

    La foto di Anais è stupenda!

  8. Pubblicato il 12 giugno 2009 alle 10:45 | Permalink

    E’ una paturnia, ma non tutte le paturnie vengono per nuocere ;-)

  9. Pubblicato il 12 giugno 2009 alle 11:05 | Permalink

    @puffo: Anais c’est moi..

    @laila: più o meno, ma la parola ritiro non mi piace, magari una siesta

    @lasis: ma no!Non vado via: faccio la vouyer per un pochettino e riordino le idee (titanica impresa)

    @zap: tresor ancora vai in posti tanto banali e sopravvalutati?!

    A Formentera c’è troppa frociaggine sovraesposta per l’appunto

    Gesù come so snob

  10. Pubblicato il 12 giugno 2009 alle 14:22 | Permalink

    @amelie: e pensare che la mia insonnia va leggermente meglio (ho avuto un’isolata ricaduta micidiale però)e no, non son portata per il lavoro:fa troppo neorealismo

    @nat: ma sai più che i cazzi miei è uno stato mentale che ha preso il sopravvento, per intenderci nessuna catastrofe in atto, solo parecchia ipersensibilità tutto qui.

    @bai:amica, per me è una malattia insana iniziata 20 anni fa e mai guarita: una sorta di amuleto e comunque un bisogno essenziale; figurati che è anche la forma letteraria che prediligo

    (anais era sublime e i suoi diari sono una vera opera d’arte, altro che il delta di venere!)

    @cuginoUbi: credo che almeno stavolta non sia una paturnia autodistruttiva come le altre, nè un istinto di autoconservazione, semplicemente faccio quello che voglio, sempre (che è meglio!)

  11. Pubblicato il 15 giugno 2009 alle 22:13 | Permalink

    e comunque io a formentera ci sono stato in terza media e comunque sei più viva che mai – basta e avanza…ah la volta che decidessi di scrivere un romanzo non mi vedresti più

    vanno bene i verbi? vabbè più o meno

  12. Pubblicato il 17 giugno 2009 alle 00:37 | Permalink

    dai scherzavo ho fatto le medie a formentera poi non so come mi sono ritrovato a milano – i verbi vanno più che bene e se ti va puoi scriverlo il tuo romanzo… volendo potresti anche morire – puoi fare tutto ciò che ti pare però cazzo non stare male

    volendo è sbagliato ma mi serve per restarti appiccicato

    oh no no… adeso!!! eheheheh

    imbecilli

  13. Pubblicato il 17 giugno 2009 alle 09:46 | Permalink

    zap ti voglio bene, guarda: con la stronzata delle medie a Formentera mi hai mandato sotto e non temere, i romanzi non li scrivo, ho paura di affezionarmi.

    I verbi vanno bene, la mia punteggiatura, ad esempio, è sbagliata.

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