Se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me (ovvero, le cose che non so spiegare)

Ne ho avuta la consapevolezza  al mattino -che era già mattina quando ho chiuso gli occhi, perché il cinguettio degli uccelli che si affollano nella palma del mio giardino, ormai, scandiscono quasi crudelmente il termine ultimo di una dimensione in cui esisto e sono sconvolgentemente io- che scandagliare il mio mondo onirico è stato fatalmente vacillante e probabilmente deleterio: è pericolosamente perverso avere davanti qualcuno che è la tua immagine speculare, ma talmente meraviglioso questo desiderio, talmente nuova la sensazione tangibile -e non solo meramente filosofica- di venire disarmate, che la parte migliore di me, quella fuori controllo e puro istinto, continua a ripetermi “ancora“.
Ma ho dovuto prendere un treno, sedermi sotto il colonnato del Palace e guardare la luce che scintillava nella fontana di Piazza Esedra, per riconciliarmi con queste 24 ore, voltare l’angolo e lasciarmi stupire dalla mia città, che ti lascia aperto l’uscio di un palazzo d’epoca, affinché tu possa sederti su un gradino di marmo per poter dire a qualcuno all’altro capo “sono contenta” [che ci sei ] 
E’ che io ho bisogno di questa ansia per sopravvivere: mi ammazza e mi tiene in piedi, indipendentemente da quello che mi si dice e che già so, indipendentemente dalla mia mia stessa volontà.
Ma sono stata serena per qualche ora: sfilavo tra  le strade sciamanti  e, specchiandomi in una vetrina, mi sono resa conto di avere gli occhi limpidi di aprile e non ho pensato a quanto sarebbero durati: erano bellissimi in quel momento.
Poi, è arrivata, di nuovo, quell’ansia, quell’adrenalina che mi corrode da dentro, che mi rende contraddittoria ed inquieta, lapidaria e dittatrice, la sera è scesa e il mio vestito era troppo leggero (quando l’avevo scelto, lo ero anche io); ma salvifico il deus ex machina “stasera musica elettronica, vengo a prenderti a mezza notte”.
Almeno per stasera sono salva, ed è solo venerdì.
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7 Commenti

  1. Anonymous
    Pubblicato il 26 marzo 2011 alle 10:10 | Permalink

    Hai passato tanti e tali momenti bui ultimamente che sarei felice per ogni momento in cui mi scopro a sorridere, in qualunque maniera mi venga concesso!
    Smanie inquetudini e scazzi sono patrimonio comune ed inderogabile per noi che viviamo in questa pazza società!
    Giorgio

  2. Mariposa
    Pubblicato il 26 marzo 2011 alle 15:59 | Permalink

    Gio' sono derive mentali e mi stupisco di come te abbia avuto la pazienza anche solo di leggerle per tutti questi anni!
    E, comunque, non è che "è tutto intorno a te" è proprio dentro di te: le concepisci, le generi e poi le partorisci

  3. Anonymous
    Pubblicato il 27 marzo 2011 alle 07:40 | Permalink

    Sono Padre e sono pure Carmelitano, quindi ho intrinseca una vocazione al martirio!
    ^__^
    Giorgio

  4. Mariposa
    Pubblicato il 27 marzo 2011 alle 16:19 | Permalink

    oddio mica sarai un ciellino gio'!
    io HO PAURA della religione

  5. Anonymous
    Pubblicato il 28 marzo 2011 alle 18:42 | Permalink

    Nè religioso nè tantomeno ciellino!!
    Giammai!!
    Sono un puro di spirito io…………..ed ho tanto peccato!
    Giorgio

  6. sqwerez
    Pubblicato il 29 marzo 2011 alle 09:30 | Permalink

    come quando si ha paura di un momento di serenità da non riuscire a goderselo neanche un pochettino…

  7. Mariposa
    Pubblicato il 29 marzo 2011 alle 12:39 | Permalink

    non lo so, sqwerez, credo di esser fuggita dalla serenità per anni: riesco a godermi gli attimi fulminei, quelli che mi danno emozioni che riescano a squotermi, oppure le cose che non ho, in quei brevi momenti in cui ho l'impressione che mi stiano toccando.
    (sono sobria, giuro)

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