Archivio mensile: marzo 2011

Ti senti sola con la tua libertà.

Sono gesti e consuetudini  che appartengono alla nostra esistenza, il segreto del lessico familiare, una cifra o quella sfumatura che non avresti mai voluto abbandonare. E’ che questa mattina, hai aperto la porta della mia stanza con la tazza di caffè amaro in una  mano e  con l’altra hai acceso la luce: io ero immersa […]

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And you leave me dancing alone

Riassumendo:  la musica era alienante talmente bella, il vodka tonic era annacquato, i cinque o sei negroni di questo week end sono stati la mia croce e delizia.  Per un istante ho pensato che una botta di consapevolezza  mi stesse scoppiando il cuore peggio di un colpo di pistola, poi ho dato un sorso e […]

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Se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me (ovvero, le cose che non so spiegare)

Ne ho avuta la consapevolezza  al mattino -che era già mattina quando ho chiuso gli occhi, perché il cinguettio degli uccelli che si affollano nella palma del mio giardino, ormai, scandiscono quasi crudelmente il termine ultimo di una dimensione in cui esisto e sono sconvolgentemente io- che scandagliare il mio mondo onirico è stato fatalmente […]

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Salvifici aggrovigliamenti lucidi

Non avrei mai immaginato di chiamare una delle mie tante personalità Vincenzo.

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Disgelo

Forse ora l’ho capito perché amo tanto poco e tanta poca gente. Perché amare mi squassa: ti amo con gli occhi fino a stravolgermi la vista, con le mani che ti sorreggono, sfidando leggi fisiche che dicono il contrario, con le viscere che mi si arrovellano e quando non sei in grado di vivere la […]

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