Tecniche di smaltimento e bicchieri vuoti

Per alcuni l’alcool è consolante, un patetico tentativo di autocommiserazione; a me, in teoria, piace quella sensazione di straniamento che dovrebbe farmi dimenticare chi sono, allontanarmi dal dolore e dalla vita diurna. Ma, da sei mesi a questa parte, non ha alcun effetto su di me -fenomeno alquanto bizzarro- : svuoto bicchieri uno dopo l’altro e continuo a rimanere pericolosamente lucida, mentre il cartonato, festaiolo e  inutile mondo di piccoli mentecatti che frequento mi cola addosso come una secchiata di vernice fresca; adulatori, cialtroni sentimentali, puttane bipolari, ossessivi compulsivi sono tutti in circolo a fare la ruota, mentre io riesco a vedere chiaramente qualunque cosa, perfino quanto sia imbarazzante che nel 2011 la gente si metta ancora indosso vestiti di lamè.
Potrebbe facilmente essere scambiato per un disturbo della personalità questo mio modo di scindere le ore diurne da quelle notturne, questo essere esattamente due persone apparentemente diverse: semplicemente, è il mio modo di esercitare il controllo su una vita paurosamente in bilico, l’unico sistema già collaudato di arginamento danni che conosco, non necessariamente quello meno indolore.

 


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11 Commenti

  1. Anonymous
    Pubblicato il 28 febbraio 2011 alle 09:16 | Permalink

    Ciao Mademoiselle,
    appena ti sarà possibile, dovrai riportarti al centro del tuo universo.
    Magari a piccoli passi, perchè annientarti non servirà a farti sentire meno dolore, ma a portarlo su di un piano diverso, come se per non sentire dolore ai denti ci si da una bella martellata sulle dita di una mano!
    Perchè, tu ci creda o no, la barra del timone, sia in tempesta che in bonaccia, non puoi lasciarla governare a nessuno, se non TE stessa.

  2. Anonymous
    Pubblicato il 28 febbraio 2011 alle 09:39 | Permalink

    P.S.
    preso da delirio mi sono dimenticato di firmarmi…

    GIORGIO

  3. Mariposa
    Pubblicato il 2 marzo 2011 alle 16:05 | Permalink

    G. sei sempre così schifosamente saggio, che le tue parole -fossero anche le uniche che ricevo- mi fanno sentire meglio: pensieri, messaggi in bottiglia o consigli che siano, grazie.
    Ci provo, a modo mio, a cazzo e sento che tutto questo si trasformerà un giorno, che riuscirò a divertirmi di nuovo e davvero, che smetterò di sdoppiarmi per far imperare il lato peggiore di me
    Ma oggi credo di no e a domani riesco a pensare solo domani.
    un bacio a te

  4. Anonymous
    Pubblicato il 2 marzo 2011 alle 16:25 | Permalink

    Non è saggezza, quanto l'abitudine a sopravvivere con l'acqua alla gola, centellinando le forze e facendo spesso il morto a galla.
    Mi trascina la corrente e non mi ribello, tengo le forze in serbo per quando avvisterò finalmente la terra e raggiungerò quella spiaggia abbacinante che per il momento posso solo sognare.
    Sognare e rimanere a galla.
    Tieni duro piccola naufraga, so di cosa parlo.
    Giorgio

  5. Anonymous
    Pubblicato il 5 marzo 2011 alle 19:35 | Permalink

    una come te non si è mai divertita e mai si divertirà davvero…diversamente una come te non saresti tu!

  6. Mariposa
    Pubblicato il 5 marzo 2011 alle 23:48 | Permalink

    @anonimo: è una teoria interessante che sembra presupporre che tu mi conosca.
    che fai, mi lasci con la curiosità?

  7. Anonymous
    Pubblicato il 7 marzo 2011 alle 21:07 | Permalink

    teoria??

    e/mpi/rico!

    n'roll

  8. Anonymous
    Pubblicato il 9 marzo 2011 alle 18:23 | Permalink

    ma splinder?

  9. Mariposa
    Pubblicato il 9 marzo 2011 alle 19:44 | Permalink

    ah ma ho capito chi sei e alla mia terza personalità che prova affetti virtuali sei mancato
    (di splinder avevo dimenticato perfino le password, ho letto ora i messaggi di febbraio)

  10. Anonymous
    Pubblicato il 9 marzo 2011 alle 23:46 | Permalink

    fatto

  11. Anonymous
    Pubblicato il 10 marzo 2011 alle 08:28 | Permalink

    un abbraccio transapenninico alla mia deliziosa amica Capitolina, che coraggio e grinta con ti manchino mai!
    Giorgio

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