C’è del marcio in casa Mademoiselle



Sembra che abbia abbandonato il blog, ma in realtà sto cercando di autoanalizzarmi, quindi evito di foraggiare il mio ego (lo so che non ci credete, ma assecondatemi). E’ che sto faticosamente tentando di eliminare tutta l’ingiustificata rabbia sopita e i deleteri dialoghi mentali che si tramutano in risse immaginarie in cui io aggredisco verbalmente qualcuno; si sono diradati, sembro migliorare, ma devo rassegnarmi: c’è qualcosa di losco e marcio in me.
Tipo, per Natale mi hanno regalato un hd esterno (okay mi sono fatta regalare) e l’ho riempito di film lugubri, morbosi e pesanti al punto che mi rifiuto di prestarlo ad anima viva, così da risultare ancora più inesorabilmente stronza; ho sostituito gli aperitivi alcoolici con frustranti ore di ripetizioni, affinchè non si dica più che sono una ragazzina viziata e pretenziosa, declinando l’invito di Marlene a setacciare negozi  "Assolutamente no! Ho già comprato una fortuna a prezzo pieno" e poi il secondo giorno dei saldi ho dilapidato uno stipendio non mio in 45 minuti con le commesse che mi imploravano di potermi aprire un conto a vita; ho consigliato un libro a Pollock dicendogli – Ah sì prendi questo, una storia un po’ morbosetta: mi piace! – con uno sguardo da psicopatica dissociata che lui ha ricambiato con una risatina (isterica?) e poi c’è l’Affare della collana, ma ora sono troppo scossa per parlarvene, vi basta sapere che sono un mostro, ecco.
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8 Commenti

  1. Pubblicato il 14 gennaio 2010 alle 14:57 | Permalink

    le aggressioni immaginarie a tizio e caio ce le ho anch’io
    roba che mi aumenta il battito e mi prudono le mani
    poi mi guardo da fuori e la smetto in una picchiata verticale di autostima
    (i missed you!)

  2. Pubblicato il 16 gennaio 2010 alle 10:34 | Permalink

     ila! Ecco ho bisogno che te mi illustri la picchiata d’autostima, perché quando mi riprendo, riesco solo a balbettare che c’è qualcosa d’insensato dal farsi venire la tachicardia da litigi immaginari
    (grazie cara, spesso mi manco anche io)

  3. Pubblicato il 18 gennaio 2010 alle 16:43 | Permalink

    (la picchiata era negativa… nel senso che mi vedo e mi faccio pensa da sola quindi poi la smetto)

  4. Pubblicato il 18 gennaio 2010 alle 23:16 | Permalink

    Io mi sto sforzando di parlarmi come se fossi la mia migliore amica. Sembra idiota ma funziona.
    Sono sempre dalla parte delle mie amiche, le sostengo le stimo e le incoraggio e se mi facessero schifo come persone non lo farei. Quindi se loro sono mie amiche, non ho sbagliato proprio tutto.
    Così quando comincio a sentirmi cretina o fallita o stupida o stronza, mi dico quello che mi direbbero Stefania o Silvia.
    Sembrerà idiota ma mi calmo e mi sento meglio.
    I primi tempi fai un po’ fatica a stoppare i pensieri negativi e ad autoconsolarti, però se ti abitui funziona.
    Tanto mi sono resa conto che giusto e sbagliato non esistono e anche se esistessero alla gente non gliene frega un cazzo. Tanto vale ostinarsi sulle proprie di idee. Non valgono nè più nè meno di quelle degli altri.
    Non so se mi sono capita in quest’ultimo pensiero…

  5. Pubblicato il 19 gennaio 2010 alle 22:47 | Permalink

     Ti ho capito benissimo, Nat.
    Io parlo a me stessa con condiscendenza, come alla mia figlia birichina da ninnare, solo che lo faccio all’incirca da beh sempre…
    (ecco mi rendo conto che c’è qualcosa di malato ed inquietante anche in quest’ultima affermazione, porco cazzo)

  6. Pubblicato il 1 febbraio 2010 alle 00:15 | Permalink

    Amica e io che ormai disperavo che avessi davvero abbandonato il blog!
    E invece sei qui, che bello leggerti di nuovo!!!
    Voglio sapere tutto dei dilapidamenti di stipendi in saldi… ma soprattutto dell’Affare della collana, che da brava fanatica di Lady Oscar mi sto già girando duecentomila film!

  7. Pubblicato il 1 febbraio 2010 alle 02:21 | Permalink

     Oh be’ amicaBai,sono entrata per sbaglio da marella e ho dilapidato tutto.
    Due paia di camicette di seta  con rouche (indaco e viola scuro) tre in cotone
    -una di max mara stile blair con un plissè che copre i bottoni- pantaloni di lana impalpabile, un paio di jeans, una cappa di pelliccia, cappotto max mara color camello, un paio di stivali da cavallerizza e una shopper di pelle e camoscio.
    Ho litigato col bancomat che non erogava la cifra da capogiro, com’era prevedibile, tutti volevano farmi credito, ma ho preferito portarmi via quel che avevo pagato, dare un acconto per il resto e ritirarlo il giorno dopo (giusto per prendere la borsa che non era prevista, ma la commessa mi ha sussurrato "Solo per lei è al 50% ma non lo dica a nessuno!" insomma, mi sono sentita quasi in dovere) salvo poi nascondere gli ultimi misfatti sotto il letto.
    Per l’affare della collana, sono quasi pronta ad affrontare il tutto, forse il prossimo post…

  8. Pubblicato il 18 febbraio 2010 alle 11:45 | Permalink

    Grazie per le cose che mi hai scritto Amica :-)

    E riguardo al tuo bottino sono assolutamente incantata!!!
    Quante cose deliziose! Specialmente il cappotto di Max Mara (sono stupendissimi!)… per non parlare di cappa di pelliccia, stivali e camicette stile Blair *__*
    Ogni tanto ci vuole una giornata campale di shopping, perchè riappacifica con il mondo!

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