Ritorni con saudade

Sono tornata da qualche giorno e devo ancora metabolizzare ogni singola pietra altomedievale, ogni sentiero soleggiato, ogni bicchiere di porto gustato alla Ribeira al tramonto, ogni caloria ingurgitata alla Pasteis de Belém e quella strana sensazione di vedermi sbucare un cavaliere templare da un chiostro.
Abbiamo macinato chilometri acciottolati mano nella mano, scalato avvallamenti rocciosi aspettando una torre all’orizzonte e tagliato il Portogallo in macchina fumando sigari e dando i nomi alle cose.

Ho apprezzato tutto di questi dieci giorni, anche le frasi inaspettate e le consapevolezze giunte tardi, al contrario di quanto si possa credere stranamente sono grata per quel discorso duro e chiarificatore, perchè mi sta aiutando a ricordarmi quello che conta, a valorizzare le poche cose a cui tengo, nonostante me.

(Per le foto considerate che oggi sono riuscita a postare quelle di Budapest dopo due mesi e sì, sempre qui)

Questo inserimento è stato pubblicato in dolce vita, el sentimiento nuevo, frammenti caleidoscopici, io e pollock, nella valigia di mademoiselle. Metti un segnalibro su permalink. Inserisci un commento o lascia un trackback: Trackback URL.

4 Commenti

  1. Pubblicato il 8 settembre 2009 alle 00:52 | Permalink

    bentornata Madle cara, bentornata.

    :)

  2. Pubblicato il 9 settembre 2009 alle 18:18 | Permalink

    Amica, ho appena visto le foto ungheresi del NY Palace *__*

    E non solo: la foto del ponte al tramonto e’ semplicemente stupenda, cosi’ come il panorama della citta’ dopo la pioggia.

    Non vedo l’ora di andare a Budapest, mi sa che la adorero’!

    Ma tornando al Portogallo: in Alentejo siete passati?

  3. Pubblicato il 9 settembre 2009 alle 19:18 | Permalink

    @lasis: grazie tesoro (ma in realtà non sono tornata, sono ancora intrappolata in un trip mentale)

    @amicabai: vai, sono convinta che l’adorerai

    e sì ovvio, siamo passati in Alentejo attraversando 100 km di splendidi campi (tanto mica guidavo io!)

  4. Pubblicato il 10 settembre 2009 alle 23:04 | Permalink

    ..non serve tornare per essere presenti.

    (che poesia, senti qui che poesia nella mie parole..adesso svengo per la mia stessa profondità)

    :)

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